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Se prima della manifestazione del 2 dicembre ci pensavano gli editorialisti del quotidiano locale ad irretire le viscerali paure dei vicentini con allarmi sulle possibili derive violente del movimento, dopo l'editto bulgaro la vicenda è assurta a questione d'interesse nazionale, quindi a tuonare dalle colonne di un giornale non sono più Camp Smiderle o FiboAntonacci, bensì personaggi del calibro (non necessariamente intellettuale, s'intende) di Pierluigi Battista, il quale, presumibilmente ricevendo per questo amorevoli pacche sulle spalle da parte dei personaggi cui tira i piedi, ci ha deliziato la settimana scorsa con l'articolessa Vicenza e Violenza.
Ed ecco lo scenario che si prefigura: una rinascita dell'eversione armata, e questo sarebbe l'unico risultato dell'ingenuo tumultuare dei vicentini.
Ricapitolando, se ai primi di dicembre, messi in guardia dai moderati sui rischi delle manifestazioni, rispondevamo: "seee, e poi volano gli asini", oggi dovremmo rispondere: "mmmh, forse prima voleranno gli anarchici".
