Il Boccale di Vicenza

Il teatrino della politica

Articoli — Inviato da filogamocaoduro @ 08:19

Ogni tanto è meglio lasciare alla realtà il diritto di manifestarsi in tutta la sua esplosiva assurdità. 

Da Il Giornale di Vicenza.

Ora c’è il nuovo teatro quasi pronto dopo infinite peripezie anche per ricostruirlo, perché non è lontano l’infausto ricordo dei difficili mesi della Cogi e di un lungo e preoccupante stand by, e perché non è stato semplice abbattere la maledizione di un fantasma come quello dell’Opera di Parigi, lo stesso che si aggirava sulle macerie dell’Eretenio, che non avrebbe mai voluto vedere rinascere a Vicenza palchi e poltrone in edizione popolare, come patrimonio della città, dei vicentini, della gente comune, di tutti i vicentini, di tutta la gente comune.

Sì, finalmente, è stato firmato dinanzi al notaio Boschetti l’atto costitutivo della Fondazione per il teatro, è stato creato il consiglio di amministrazione che vede fra i soci fondatori, accanto al Comune e alla Regione, due realtà vicentine importanti come l’Associazione Industriali e la Banca Popolare, che rappresentano garanzia di investimenti sicuri per il futuro. Insomma, l’opera lungamente attesa è giunta al traguardo, il sogno si è realizzato, e, lasciando da parte enfasi e iperboli che non si coniugano bene con anni disadorni e minimalisti come quelli che viviamo, non si può negare che il merito è da ascrivere al sindaco Enrico Hüllweck, il quale è riuscito nell’impresa nella quale tutti i suoi predecessori, anche in epoche e condizioni più facili, erano falliti. Insomma, si potrà discutere dello spettacolo che inaugurerà il 10 dicembre, in quella che sarà una data memorabile, il nuovo teatro di viale Mazzini, si potrà disquisire a ragione sulla validità artistica di quella che dovrebbe essere la prima di un cartellone che ci auguriamo in avvenire ricco di proposte di elevato contenuto scenico e culturale, si parla di Milly Carlucci e di una parata di stelle ancora non ben identificate, ma non si può togliere nulla all’importanza e anche alla magia vera di un avvenimento che per Vicenza segnerà una pietra miliare. Perché come ebbe a dire proprio a Vicenza lo scorso anno Marco Bernardi, regista e direttore artistico dello Stabile di Bolzano, un nuovo teatro è comunque un’occasione straordinaria per una comunità, per una città, di democrazia, di rilancio di creatività, anche di indotto economico. Perché il teatro è il luogo naturale per dibattere pubblicamente le questioni che riguardano noi tutti, analizzare la nostra identità. Perché la parola cultura nel suo valore migliore presuppone il senso di un teatro necessario. Perché il teatro è pulsione sociale, strumento di aggregazione, forma positiva di integrazione, motivo di crescita. Perché il teatro, come ci insegnano i greci, è funzione essenziale della vita della pòlis. Perché il teatro, come metafora dell’esistenza, è anche e soprattutto critica, è dialettica, e, dunque, si potrà già iniziare, in modo costruttivo, a criticarne il modo di entrare nella nostra quotidianità, ma nulla e nessuno potranno mai togliere a Hüllweck il merito di passare alla storia come il sindaco che ha saputo restituirci, con silenziosa e mai venuta meno determinazione, il nostro teatro che sembrava perduto per sempre.

Giulio Antonacci 


Rasta e Basta

Articoli — Inviato da filogamocaoduro @ 00:57

 



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