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Sad Smoking Peruffo

Peruffo incontra a Parigi il segretario generale dell’Unesco e gli dice:

«Sono Andrea Palladio, ho giusto qui in tasca un fumogeno».

(Nella foto: Alberto Peruffo e l’altra, dopo aver fumato il fumogeno)

Gruppo Presenza

Sarà Longare.

Amo

Sarà Lunga

Presidio GustoLungo.

La gomma del Ponte Marchese.

The Final Countdown

In occasione dell’inaugurazione del nouvo slogan: "Sarà Lunga!", i presidianti hanno ieri iniziato il classico conto alla rovescia dal numero 100.

Wilma, dammi la clava.

Sconvolgenti gli scatti inediti riportati dagli intrepidi presidianti
introdottisi ieri nell-area del dalmolin militare.
Dalle immagini risulta in modo inequivocabile che le popolazioni paleovenete stanziatesi nell area migliaia di anni fa non sono estinte ma resistono allo sfratto.


(nella foto: Francesco Pavin (destra)stringe un patto di mutuo soccorso con
gli agguerriti paleoveneti. Sullo sfondo, il commissario T-Rex Paolo Costa.)

Sempre più in alto

Grande successo per il collettivo "Nuovi Arrampicatori Sociali" di Vicenza, i quali hanno brindato all’impresa odierna con un bicchierino di Grappa Bocchino.

http://www.youtube.com/watch?v=-X296gWQH5w

Rutto libero

Orario infelice, quello scelto dai manifestanti per entrare al Dal Molin. Rotta la sacralità del pranzo domenicale per l’agente Camerra e famiglia.

Tabula Rasa Elettrificata

In occasione del terzo compleanno del presidio permanente, Cinzia Bottene si confida al Giornale di Vicenza e, alla domanda "Si ricandiderà alle prossime elezioni?", confessa:

«No, realizzerò finalmente un mio sogno nel cassetto: entrare nel mondo dello spettacolo».

Stasera al presidio, ci sarà infatti la presentazione del primo videoclip della Pasionaria Calidonense, una canzone che celebra proprio il terzo anno del presidio.

Un’anteprima:

http://www.youtube.com/watch?v=QubWKLQUrN0

12-01-2010

IL CASO. La denuncia di una vicentina di 35 anni che ha scovato sue immagini: «Immortalata da una finestra di casa»

«Sono stata fotografata nuda
 e poi sbattuta su internet»

Negli scatti si vede la donna, riconoscibile in viso, durante un rapporto in camera da letto Sono comparsi in un sito di annunci e di incontri


La vicentina ha riferito di aver trovato suoi ritratti intimi su internet
«A me lo hanno segnalato, fra il serio e il faceto, due amici. Non ci volevo credere, e l’ho verificato con loro aprendo quel sito internet di incontri. Sì, quella donna ero io. C’erano sette foto mie nello spazio pubblico, cioè accessibile a tutti, anche se quelle foto erano vicine alla richiesta di amicizia di “due cuginette maliziose”». E non foto tessera, per capirsi. «Erano foto rubate. Ero io, in camera da letto, in compagnia di un uomo. Si vedeva il mio volto in almeno due, e si vedeva che ero nuda». In un’altra, era assolutamente comprensibile che la coppia stava facendo l’amore.
È il contenuto di una denuncia presentata nelle scorse settimane da una vicentina di 35 anni, residente nell’hinterland della città, e che lavora nel mondo della ristorazione. La donna, che non è sposata, fino a qualche tempo fa aveva una relazione con un uomo di qualche anno più vecchio e sarebbe lui quello ritratto in sua compagnia anche se non si riconosce in viso.
L’indagine è stata avviata per violazione della privacy, e ricalca quella della questura di Belluno che sta indagando sul caso del filmino hard di Feltre, che tanto discutere ha fatto negli ultimi giorni. In quel caso, i protagonisti erano consapevoli di essere ripresi, non già di finire su internet. La vicentina, invece, non aveva la più pallida idea di essere stata fotografata, nè ne aveva alcuna intenzione.
Da quanto è stato possibile ricostruire, le foto sarebbero state scattate dall’esterno dell’abitazione – che è al primo piano di una palazzina – l’estate scorsa. Le persiane erano aperte, e dalla luce si evince che è ancora giorno. La luce in camera non era accesa, ma le immagini sono comunque eloquenti. La donna, spiega nella denuncia redatta con il suo avvocato, sarebbe stata fotografata probabilmente da un palazzo vicino, con un teleobiettivo. Ora, se è verosimile pensare ad un guardone armato di macchina fotografica, perché quest’ultimo avrebbe postato quelle immagini su un sito internet? Per rovinare l’immagine della vicentina o per lucrarci dei quattrini?
Prima ancora di rivolgersi alla magistratura, però, la vicentina attraverso il legale aveva contattato i gestori del sito internet, intimando loro di far sparire quanto prima quelle foto, come in effetti è avvenuto. Ma non ha avuto indicazioni su chi le abbia inserite, anche perché quelle pagine sono a disposizione di un’utenza vastissima, che non usa mai il proprio nome e cognome, ma solamente degli pseudonimi dietro cui si nasconde.
La vicenda ha preoccupato e spaventato non poco la vicentina, tutt’altro che un’esibizionista, che ora teme che altri scatti suoi privati, intimi, possano essere finiti su altri siti internet “particolari”, o ancora essere stati fatti circolare in altre maniere.